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Chi è Rodrigo Alves?

33 anni. 50 interventi di chirurgia estetica. Un record di 8 rinoplastiche e lifting compreso. Senza contare l’elenco infinito di procedure di medicina estetica. Ad iniziare dalle iniezioni di botulino. Questi i numeri di Rodrigo Alves, brasiliano, noto sui social come “Ken umano”.

rodrigo alves
R. Alves

Il sogno nel cassetto di Rodrigo Alves

Il suo unico desiderio infatti, è quello di trasformarsi nel mitico fidanzato di Barbie. Anche se, in tutta sincerità, nutriamo qualche dubbio sul fatto che nella vita reale possa trovare una “doll” in carne e ossa di cui innamorarsi ed essere ricambiato. Guardandolo è impossibile non pensare che Rodrigo Alves sia andato oltre. La sua addiction al bisturi gli ha fatto perdere una visione obiettiva di sé e della sua immagine. Ma quello che per noi è un eccesso per lui è “semplice routine”.

In una recente intervista ha dichiarato

Che i suoi interventi sono “una manutenzione costante” e che “non si può diventare non dipendenti dalla chirurgia plastica”. Certo è che ci sembra piuttosto che si stia verificando un processo esattamente contrario a quello che lui desidera. L’umano sta diventando sempre più un bambolotto di plastica, finto e inespressivo. Non sta a noi giudicare. D’obbligo, però, sottolineare che spesso dietro al ricorrere ossessivo alla chirurgia estetica si nasconde quello che gli americani definiscono BDD (Body Dysmorphic Disorder). Disordine dismorfico del corpo.

Cos’è il BDD?

Una malattia mentale cronica. Più diffusa di quanto si pensi, in cui non si può smettere di pensare a un difetto del proprio aspetto che spesso è un inestetismo minore o immaginario.

Alcuni sintomi?

  • Un difetto estetico diventa un’ossessione.
  • Si pensa continuamente all’inestetismo fino a far ruotare qualsiasi decisione e momento della propria vita attorno ad esso.
  • Ci si esclude dalla vita sociale.
  • Si può arrivare a stare male fisicamente con ansia, attacchi di panico, insonnia, scatti d’ira o depressione.

L’importanza della professionalità del chirurgo

Un chirurgo serio ed esperto saprà intuire quando in un paziente è presente questa patologia. E, nel caso fosse necessario, indirizzarlo verso un professionista competente, suggerendogli di rinunciare all’intervento.

Il parere dell’esperto

Credo che uno specialista sappia quando è opportuno consigliare a un paziente di smetteredichiara Kimberyl Lee, chirurgo estetico a Beverly Hills, commentando l’addiction di Rodrigo Alvesc’è una linea sottile tra l’avere un bell’aspetto e iniziare a sembrare innaturale e artefatto”. E noi non possiamo che essere d’accordo. Inoltre, altro fattore spesso sottovalutato è che anche le operazioni estetiche, sono da considerare esattamente come un intervento chirurgico a tutti gli effetti. Con i loro rischi ed effetti collaterali. “Quando si pensa alla chirurgia estetica, solo per il fatto che viene considerata una procedura “beauty” piuttosto che medica, e che è una pratica elitaria, si tende a prenderla alla leggera – afferma ancora il dr. Leee che quindi nulla può accadere. Invece, il paziente deve essere correttamente informato che rischi e conseguenze di sono anche se si è in buona salute e che nonostante nel pre-operatorio siano stati fatti tutti gli esami necessari, dall’analisi del sangue all’elettrocardiogramma, non costituiscono una garanzia di sicurezza”.

Anche in questo caso l’etica e la coscienza del professionista sono fondamentali

Tornando al nostro “Ken”, Rodrigo Alves è di tutt’altra opinione. Nonostante non gli sia stato diagnosticato il BDD e sia ormai al cinquantesimo intervento, non si ferma. Dichiara infatti : “Gli interventi di chirurgia plastica vengono eseguiti su pazienti sani e solo se ci sono problemi cardiologici, diabete o altre patologie si possono avere dei problemi”. Lui però dovrebbe saperne qualcosa perché non sempre è andato tutto nel verso giusto.

Rodrigo Alves e gli interventi malriusciti

rodrigo alves
Ken Umano

L’ottava rinoplastica a cui si è sottoposto ha avuto come conseguenza un’infezione. Questa gli ha lascito danni permanenti impedendogli ora di respirare correttamente attraverso il naso. Lui minimizza dichiarando: “A luglio dello scorso anno ho ricostruito il naso con un pezzo di cartilagine prelevato dalle costole. Questo mi ha aiutato ma il problema non è ancora risolto al 100%”. Non sembra essere preoccupato. E questo non è l’unico inconveniente. Ai suoi problemi di respirazione si aggiunge oggi un altro “tassello”.

I followers sono preoccupati per il Ken Umano

A farglielo scoprire i suoi fans. Preoccupati dopo aver notato che una foto postata su Instagram mostrava una cisti di dimensioni importanti dietro l’orecchio sinistro. “Sono subito andato dal medico – spiega – che mi ha tranquillizzato dicendo che la cisti era lì da sempre ma il lifting a cui mi sono sottoposto l’ha resa molto più evidente. Non è dolorosa o pericolosa e devo solo attendere che venga rimossa”. Un ennesimo intervento a cui spera di sottoporsi al più presto “prima, del party organizzato da Elton John in occasione degli Oscar”.
A dispetto di quanto di possa pensare poi, Rodrigo Alves è ancora alla ricerca della perfezione fisica.“Sono una persona completamente diversa, direi che oggi la mia anima corrisponde al mio corpo, ma non sono ancora del tutto soddisfatto”.

Le mie conclusioni

Come Vincenzo Colabianchi uomo mi astengo dal giudicare. Pur avendo una mia opinione personale a riguardo, che rinnega ogni eccesso. Come professionista, come chirurgo plastico ed estetico, mi sento in dovere di ricordare che il BDD (Body Dysmorphic Disorder), responsabile di una alterata e irreale percezione del proprio corpo, è un disturbo da intercettare precocemente. A partire dalle prime visite e dal colloquio iniziale con il paziente, ed è di competenza specialistica. Qualora le sue aspettative non siano realizzabili, è obbligo professionale e deontologico del medico motivarlo a desistere dall’intervento. A volte, infatti, i pazienti si paragonano a idoli. Attori di Hollywood o cantanti. Sperando che l’intervento di chirurgia possa trasformarli in una fotocopia della loro star preferita. Fortunatamente però, si tratta di casi sporadici che non si incontrano nella pratica clinica quotidiana.

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