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Facelift e la sua evoluzione

Che la sia ami o si odi, poco importa. La tecnologia, è innegabile, guida le nostre vite. Tanto che è naturale essere irresistibilmente attratti dai prodotti più innovativi e recenti. Che si avvalgono degli ultimi progressi della scienza moderna. Com’è stato per l’evoluzione di facelift.

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Lifting sì o no?

L’eccezione

Un principio che vale anche per l’universo beauty ma con un’eccezione. Infatti, nella scelta delle formule cosmetiche e di skincare le ricerche, gli studi, gli attivi hi-tech hanno la loro importanza in termini di performance e risultati. La regola “più nuovo = migliore” non è sempre applicabile nel settore della chirurgia estetica.

Nonostante i progressi tecnologici

E la sempre maggiore disponibilità di procedure non invasive in alternativa agli interventi chirurgici, quando si parla di ringiovanimento del viso, il Facelift, il lifting facciale, è ancora il “gold standard”. La chirurgia di riferimento capace di assicurare risultati ottimali e duraturi. Tuttavia, molte persone, per la maggior parte donne, sono ancora restie a sottoporsi all’intervento. Scoraggiate dalle immagini di look innaturali e “tirati”, ad effetto “colpi di vento”. Che hanno costellato la storia di questa procedura nei decenni passati. Ma se un tempo queste paure potevano essere giustificate, oggi non c’è davvero più nulla da temere. Le tecniche operatorie di lifting hanno fatto passi da gigante. Diventando sempre più performanti e meno invasive. Così da assicurare un ringiovanimento assolutamente naturale nel rispetto dell’armonia e dei tratti del viso.

Cos’è un Facelift?

  • Il passare del tempo;
  • la forza di gravità;
  • l’esposizione al sole;
  • lo stress della vita quotidiana;

minano la freschezza del volto.

Facelift
Lifting

Determinando la comparsa di segni d’invecchiamento

Che, localizzati prevalentemente su guance, fronte e collo, si manifestano con:

  • rughe evidenti;
  • rilassamento cutaneo;
  • cedimento dei tessuti;
  • perdita di definizione dei tratti.

Il Facelift (associato, se necessario, ad altre procedure chirurgiche quali la blefaroplastica o la laserterapia)

Permette di eliminare questi inestetismi restituendo giovinezza all’insieme del volto. Senza alterarne la naturale fisionomia. L’intervento consiste non solo nel rimuovere la cute rilassata e in eccesso ma anche nel riposizionare le strutture anatomiche e i tessuti profondi. Che si sono modificati e svuotati con il trascorrere degli anni. Garantendo risultati stabili e duraturi.

In cosa differisce il lifting attuale dai suoi predecessori degli anni ’90 e inizio 2000?

Se dovessimo sintetizzare le differenze tra i Facelift di allora e di oggi in una sola parola sarebbe “naturale”. I risultati che offrono oggi gli interventi sono assolutamente naturali. Il viso dei pazienti non mostra più lo stigma del lifting “vecchio stile”. Quello sguardo innaturalmente tirato, con tanto di “occhi a fessura” che si è visto negli ultimi decenni anche sui volti di molte star e celebrities. E per ottenere quest’effetto di assoluta naturalezza sono stati modificati alcuni principi fondamentali della tecnica operatoria.

La parola all’esperto

Il dott. Konstantin Vasyukevich, chirurgo plastico facciale a New York, spiega che “innanzitutto abbiamo cambiato la direzione del “lift” . il tessuto cadente del viso viene riposizionato secondo un vettore molto più verticale rispetto alla trazione più orizzontale dei vecchi tempi. Con l’età, la forza di gravità trascina verso il basso il tessuto facciale e quindi, si può giustamente presumere che il vettore più naturale per una procedura di ringiovanimento, sia direzionato verso l’alto”.

Ma questa non è l’unica modifica che ha determinato una differenza significativa sia nell’aspetto che nella longevità dei risultati dei lifting moderni. L’operazione viene eseguita più in profondità. “Ora si interviene sotto la fascia che avvolge i muscoli facciali – spiega il dott. Vasyukeviche questo permette al chirurgo di rilasciare i legamenti che si oppongono alla trazione che si esercita per sollevare il tessuto facciale. Una volta allentata questa resistenza, è possibile riposizionare il tessuto con una tensione molto ridotta. Evitare l’eccessiva tensione durante un lifting è fondamentale per prevenire un successivo aspetto “tirato”.

Altri cambiamenti importanti

Avvenuti negli ultimi anni riguardano i miglioramento degli standard di sicurezza della procedura. L’utilizzo di un’anestesia più leggera. Tempi di recupero decisamente abbreviati. Un post-operatorio più agevole per i pazienti. Inoltre, i progressi delle tecniche operatorie e un approccio più preciso e mirato ai cambiamenti dettati dall’invecchiamento permettono di non dovere ricorrere ad un’eccessiva correzione chirurgica. E di ottenere “di più con meno”. migliorando notevolmente sia i risultati che l’esperienza dei pazienti.

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Lifting del viso

Il Facelift

Si è così trasformato da procedura fortemente invasiva con un post-operatorio importante, a volte con più giorni di degenza, in un intervento facilmente tollerabile. Tanto che in molti casi potrebbe essere addirittura eseguito in anestesia locale. Con dimissione il giorno stesso. Da non dimenticare poi che questi progressi, uniti alla consapevolezza che il lifting attuale è un intervento sicuro e con un risultato d’assoluta naturalezza che non altera l’espressività e la morfologia del volto, ha contribuito ad un abbassamento dell’età dei pazienti che prendono in considerazione l’idea di sottoporsi a una procedura di ringiovanimento facciale.

Non c’è infatti, da stupirsi se, in particolare negli States, dove la chirurgia estetica rientra ormai nella quotidianità, nello studio del chirurgo estetico specializzato in Facelift entrano sempre più persone tra i 30 e 40 anni. Un fenomeno cui ha contribuito anche la cultura dei selfie. I Social Media influenzano la percezione che si ha di se stessi e le scelte che si fanno. Quando si scattano foto di sé stessi si è maggiormente consapevoli dei piccoli difetti e dei minimi cambiamenti dovuti all’invecchiamento cutaneo. E il desiderio di apparire al meglio sui social media è un ulteriore motivo per recarsi dal chirurgo estetico.

Esistono, infine, delle procedure alternative al lifting

Che regalano al volto lo stesso effetto di freschezza e giovinezza? “In questo momento – dichiara il dott. Vasyukevichnon ci sono alternative realmente valide al Facelift. Procedure non chirurgiche che mirano a un rassodamento dei tessuti quali, ad esempio, Ulthera e Thermage, e i fili di trazione, in molti casi non sono in grado di fornire una correzione sufficiente per contrastare i cambiamenti e il rilassamento provocati dall’invecchiamento nella parte inferiore del viso. L’uso giudizioso e sapiente dei filler può, invece, essere utile per contrastare i primi segni del tempo. Una volta però che la lassità dei tessuti è evidente, la continua dipendenza dai riempitivi può rivelarsi addirittura dannosa per l’estetica del volto e determinare un aspetto “sovra-iniettato” e innaturale”.

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