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Diastasi: la soluzione è l’addominoplastica

Sfoggiare un addome tonico e scolpito è il desiderio di molte donne che vorrebbero ritrovare una silhouette sottile e armoniosa. E anche di tanti uomini che ambiscono a conquistare l’iconica “tartaruga”. Che succede se ci si ritrova con la diastasi?

Però…

Spesso nella realtà ci si ritrova a fare i conti con un corpo appesantito. Un ventre prominente e rilassato o con quella pancetta che resiste a diete e attività fisica. A completare il quadro, in alcuni casi specifici, si aggiungono l’elasticità cutanea compromessa definitivamente da:

  • forti dimagrimenti;
  • gravidanza;
  • diastasi addominale, una problematica strettamente connessa proprio al diventare mamma.

Imparare a convivere con la diastasi?

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pancia piatta?

Non è facile! Soprattutto perché alla componente estetica si affiancano disagi fisici e risvolti emotivi e psicologici che pesano sulla qualità della vita. La soluzione definitiva arriva dalla chirurgia estetica. Grazie a una delle sue procedure più performanti, l’addominoplastica. Un intervento che permette di:

  1. migliorare nettamente l’aspetto e i profili del corpo;
  2. rimodellare l’addome in modo permanente;
  3. contrastare la lassità della muscolatura della parete addominale, restituendole tono e definizione.

Inoltre consente, se necessario, di rimuovere l’eccesso di cute e gli accumuli adiposi. Conseguenze di una o più gravidanze, di un dimagrimento importante o semplicemente del passare del tempo.

Addominoplastica contro la diastasi

L’atout più esclusivo dell’addominoplastica, che l’ha portata diventare la procedura “gold standard” dei chirurghi estetici, è però il risolvere definitivamente la diastasi addominale (o diastasi dei retti addominali). Un problema che coinvolge moltissime donne dopo la gravidanza, di cui si parla ancora troppo poco. La diastasi addominale tecnicamente è l’allontanamento permanente dei due muscoli retti addominali dalla linea mediana (o linea alba). Quest’ultima si compone di un tessuto poco elastico ma molto resistente, un fattore che ne rende difficile la rottura, ma allo stesso tempo, quando avviene, non le permette di ritornare alle condizioni iniziali.

Questo spiega perchè la diastasi è principalmente una conseguenza della gravidanza

Durante i nove mesi di gestazione, l’utero in continuo accrescimento, la pressione interna esercitata dal feto e il nuovo assetto ormonale che favorisce l’assottigliamento dei tessuti connettivi (con la creazione della “linea alba”, visibile alla fine della gravidanza) sottopongono il muscolo retto dell’addome a un forte stiramento aumentando significativamente la distanza tra le sue due parti. La separazione dopo la nascita del bambino regredisce naturalmente, di norma in un periodo che varia dalle prime 8/12 settimane dal parto fino a sei mesi. Se però l’aspetto rilassato e prominente dell’addome e il “buco” non migliorano con il passare del tempo è necessario rivolgersi al medico per una diagnosi di diastasi addominale.

Quando la diastasi viene considerata fisiologica?

Quando la distanza tra i due retti è inferiore ai 2,5 cm. A patto che non vi siano sintomi specifici o disturbi funzionali. In questo caso e se la separazione è di dimensioni maggiori, è necessario intervenire chirurgicamente. Ricorrendo all’addominoplastica che, ricostruendo la parete addominale ed eliminando la distanza che si è creata tra i due muscoli retti, affronterà e risolverà immediatamente sia l’aspetto estetico che le molteplici patologie dovute alla perdita della funzione contenitiva della muscolatura addominale.

La prima conseguenza è visiva ed estetica

Mancando la “barriera naturale” dei retti dell’addome gli organi interni premono verso l’esterno dando alla pancia un aspetto prominente e gonfio. Ci sono poi dei sintomi fisici quali:

  • difficoltà digestive e respiratorie;
  • senso di pesantezza al pavimento pelvico e incontinenza;
  • alterazioni della biomeccanica del bacino con sovraccarico (e conseguenti dolori) su anche, bacino e schiena;
  • ernie soprattutto ombelicali.

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E la componente psicologica?

Chi soffre di questo problema può sperimentare:

  1. insicurezza;
  2. scarsa autostima;
  3. difficoltà nelle relazioni sociali e interpersonali, che influisce fortemente sulla vita quotidiana.

L’intervento di addominoplastica

Dovrà essere eseguito da un chirurgo esperto e specializzato nel Body Conturing. Il rimodellamento del corpo. L’unico capace di valutare attentamente la problematica e l’entità del difetto del paziente. Individuando la procedura chirurgia più idonea e illustrando anche il risultato estetico che sarà possibile ottenere. Si rivela quindi altamente performante e multi-tasking, affrontando molteplici problematiche:

  1. legate a una o più gravidanze;
  2. gli inestetismi dovuti a un forte dimagrimento;
  3. le conseguenze un intervento di chirurgia bariatrica su pazienti obesi.

Se il difetto da correggere è limitato

Si può intervenire con una mini-addominoplastica. Meno invasiva e con tempi di recupero più brevi rispetto alla procedura tradizionale.

Cosa aspettarsi quando ci si sottopone a un’addominoplastica?

L’intervento è eseguito in anestesia generale in regime di Day Hospital, con una notte di degenza. Nel caso si opti per una mini-addominoplastica l’anestesia sarà locale in regime di Day Surgery con dimissione il giorno stesso. Differente anche il gesto operatorio. Nell’addominoplastica l’incisione, praticata al di sopra della zona pubica così da poter essere nascosta dallo slip, è ampia (talvolta da una spina iliaca all’altra). Nella versione “mini”, è decisamente ridotta. Il chirurgo successivamente rimuoverà la pelle in eccesso (ricreando anche l’apertura dell’ombelico nel caso, venga coperta dalla pelle che per essere rimossa viene tirata verso il basso). Rinforzerà la muscolatura addominale, riavvicinando i lembi dei retti dell’addome in caso di diastasi. Se opportuno, eliminerà anche l’adipe in eccesso avvalendosi della liposuzione prima di suturare.

Dopo l’intervento

Si avvertirà una sensazione di dolore controllabile con farmaci antidolorifici. Non ci saranno punti da rimuovere e sarà necessario indossare una guaina contenitiva per circa quattro settimane. Nei primi giorni dopo l’intervento, stando in posizione eretta, si può avvertire un fastidio dovuto alla tensione della pelle nella zona dell’addome. Nel pianificare l’intervento, da ricordare, che le abituali attività quotidiane potranno essere riprese dopo una settimana circa mentre per quella sportiva bisognerà attendere almeno un mese.

Il risultato

Il rimodellamento della silhouette e la risoluzione delle problematiche legate alla distasi addominale sono definitivi. Va però ricordato che possono essere influenzati nel tempo da diversi fattori. Innanzitutto, sarà necessario evitare un aumento di peso e mantenerlo il più possibile stabile con una dieta sana e con una costante attività fisica. La forza di gravità e il naturale processo d’invecchiamento, poi, non smettono di esistere dopo l’intervento e i tessuti, di conseguenza, con il passare degli anni mostreranno comunque segni di rilassamento e perdita di tono. Infine, da evitare anche una nuova gravidanza, che sottoponendo l’addome a una notevole tensione vanificherebbe l’esito delle procedura. In questo caso un professionista qualificato consiglierà di posticipare l’intervento.

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Addome Top

 

TECNICA

L’intervento di addominoplastica viene di norma eseguito in anestesia generale in regime di Day-Hospital, con una notte di ricovero, e ha una durata di circa 2 ore e mezza. Nel caso venga eseguita una mini-addominoplastica, l’anestesia sarà locale in regime di Day-Surgery, con dimissione il giorno stesso, e la durata sarà di circa 1 ora e mezza. Se si effettua una liposcultura, l’anestesia sarà anche in questo caso locale, non c’è necessità di ricovero e la durata sarà di circa 30 minuti. Anche il gesto chirurgico dipende dall’entità del difetto da correggere.

Nell’addominoplastica

L’incisione è ampia (talvolta da una spina iliaca all’altra) e viene eseguita al di sopra della zona pubica con l’accortezza da parte del chirurgo di posizionarla in modo che sia nascosta dallo slip. Successivamente, viene rimosso il tessuto cutaneo e adiposo in eccesso e rinforzata la muscolatura addominale rilassata. +

Nella mini-addominoplastica

Si procede con la stessa tecnica, ma l’incisione è ridotta e l’esito cicatriziale minimamente visibile. Nella liposcultura, invece, viene aspirato ed eliminato solo l’adipe, senza alcuna cicatrice residua visibile.

POST-OPERATORIO

Nell’immediato post-operatorio si avvertirà un lieve dolore, controllato con una terapia farmacologica antidolorifica. Non ci saranno punti di sutura da rimuovere e per circa 4 settimane sarà necessario indossare una guaina contenitiva. È possibile riprendere le attività quotidiane abituali dopo circa 7 giorni, mentre per quelle sportive si dovrà attendere un mese.

Se è stata eseguita una liposcultura, si indosserà una guaina contenitiva per circa 4 settimane ma si potrà tornale alle attività abituali già il giorno successivo all’intervento e riprendere la pratica sportiva dopo 2 settimane.

 

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