mastoplastica additiva
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Mastoplastica additiva: miglioramenti continui

La mastoplastica additiva è uno dei più richiesti interventi nell’ambito della chirurgia plastica. Questo perché, per le donne, il seno è forse la parte del corpo più importante. Aumentarne il volume, modellarne la forma, restituirgli tono dopo una gravidanza è fondamentale per sentirsi femminili, seducenti, donne.

Perché le donne ricorrono alla mastoplastica additiva?

  1. Non sono soddisfatte delle dimensioni del loro seno, giudicato piccolo.
  2. Vogliono modificarne la forma e aumentarne il volume, dando più armonia alla linea del corpo.
  3. In caso di asimmetrie tra un seno e l’altro.
  4. Dopo un’escissione a causa del cancro.
  5. Desiderano riavere il seno alto e sodo della giovinezza una volta raggiunta l’età matura.
  6. Correzione di imperfezioni e perdita di tono post-allattamento o gravidanza o dopo un dimagrimento importante.
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seno piccolo

“Body Positive”

Mai come in questi ultimi tempi si parla di “Body Positivity”, ovvero di accettazione del proprio corpo, del diritto di sentirsi bene con sé stessi a prescindere dagli standard estetici che la società impone. Perché la bellezza e l’estetica non hanno regole precise e non sono determinate dall’assenza di quelle caratteristiche fisiche considerate “un difetto” dagli attuali canoni beauty.

Viene lecito chiedersi quanto questo movimento possa influire sulla medicina e chirurgia estetica. Non in modo significativo. Almeno negli States e in relazione agli interventi più richiesti, quali la mastoplastica additiva. “Si parla molto di saluteafferma il dott. Steven Teiltelbaum, chirurgo plastico a Los Angelesma la verità è che siamo più attenti all’apparenza. Lo stigma della chirurgia plastica sta diminuendo e le stesse procedure stanno migliorando”.

Un contributo importante arriva dalla nuova generazione che, cresciuta sentendo parlare apertamente di chirurgia plastica, non la vede come un tabù e, avendo ora la disponibilità economica, se ne avvale senza farne mistero contribuendo ad alimentare l’interesse nei confronti di vari interventi. E “più interesse c’è più si è incentivati a perfezionarli”, dicono gli esperti.

Mastoplatica additiva sempre più performante

Esempio ne siano le più recenti innovazioni che hanno reso la mastoplastica additiva ancora più agevole e performante. Non sono trascorsi così tanti anni da quando le protesi mammarie avevano quale unico compito aumentare il volume del seno. Ora l’importante non sono solo le dimensioni ma anche la forma e la proporzione. “Ultimamenteracconta il dott. Julius Few, chirurgo plastico di Chicagosempre più pazienti mi hanno chiesto un seno come quello di Kate Hudson (l’attrice nel 2010 si è regalata un décolleté nuovo di una taglia ben proporzionata al suo fisico esile, senza esagerare e senza stravolgere la sua natura).

All’inizio per me è stata una sorpresa. Non si tratta di mancare di rispetto a Kate Hudson – prosegue – ma l’improvviso interesse per il suo seno minuto (non certo una tripla coppa D) rappresenta un cambio di modello di riferimento e del modo in cui ci si approccia alla mastoplastica additiva”.

Un ulteriore conferma che oggi la “misura” non è l’unico parametro di valutazione da parte dei pazienti, arriva da Rosalyn d’Incelli, Vice President of Clinical Operations and Medical Affairs di Sientra, importate produttore internazionale di impianti. “Gli Stati Uniti stanno raggiungendo il resto del mondo nell’uso di protesi anatomiche”.

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Mastoplastica

Protesi di ultima generazione

Gli impianti anatomici, invece di avere una forma rotonda sono leggermente più pieni nella parte inferiore come avviene nel seno naturale. Quanto alle dimensioni, le più diffuse sono quelle comprese tra 300 cc e 450 cc, che non sono esattamente ridotte poiché aggiungono due o tre taglie, ma hanno il vantaggio di apparire del tutto simili al seno naturale (benchè perfettamente simmetriche e dalla forma impeccabile). Ma non è tutto.

Oltre a queste nuova forma “a goccia”, le protesi oggi sono disponibili in più misure e larghezze permettendo al chirurgo di scegliere quelle che meglio si adattano a ciascun corpo così da garantire un risultato assolutamente personalizzato. In generale, si parte selezionando un impianto della stessa larghezza del seno naturale “E da qui possiamo decidere esattamente quale proiezione vogliamo rispetto al torace e variare la forma per scegliere quella che meglio valorizza il busto”, spiega il dott. Jeffrey M. Kenkel, chirurgo plastico di Dallas.

Il parere del Dottor Vincenzo Colabianchi

Inoltre, puntualizza il dott. Vincenzo Colabianchi, chirurgo plastico ed estetico a Bologna, tra i migliori professionisti al mondo “Ogni mammella è diversa, non ne esistono due uguali. Eseguire una mastoplastica additiva e come creare un abito su misura. È fondamentale per un risultato ottimale e maturale scegliere con attenzione in collaborazione con la paziente il tipo, il modello e anche la marca di impianto che verrà utilizzato”. E non solo. Le protesi stanno diventando sempre più leggere: il B-Lite pesa fino al 30% in meno rispetto agli impianti tradizionali e, nel tempo, questo si rivela un vantaggio poiché la pelle conserva la sua elasticità essendo sottoposta a una minore tensione. Grazie alle più avanzate tecnologie gli impianti con soluzione salina, che, molto popolari negli anni ’90, erano praticamente spariti con l’avvento del silicone, stanno tornando.

Addio alle controindicazioni di altri tempi!

Le protesi moderne sono decisamente diverse da quelle utilizzate negli scorsi anni. Oggi hanno dei divisori interni per evitare che la soluzione salina si sposti. “Questo è ciò che si verificava con gli impianti di vecchia generazione che si “increspavano” rendendo visibile questo effetto anche esternamente sulla pelle”, puntualizza la dott.ssa Lisa Cassileth, chirurgo plastico di Beverly Hills, uno dei primi medici negli Stati Uniti a utilizzare le nuove protesi saline. Secondo le stime, meno di un quarto di tutte le protesi mammarie in America sono di tipo salino, ma alla luce delle ultime novità, questo numero potrebbe essere destinato a crescere.

Mastoplastica additiva e lifting del seno: combo perfetta!

Parallelamente alla mastoplastica additiva potrebbe rendersi necessario anche un lifting del seno, un intervento che mira a risollevarlo la cui popolarità negli Stati Uniti è cresciuta del 99% dal 2000 a oggi. Il lifting comporta la rimozione della pelle in eccesso per ritendere i tessuti con un effetto di risollevamento e rassodamento. Fino a pochi ani fa questa procedura poteva rivelarsi a breve una delusione. “Nel caso di una pelle poco elastica e portata al rilassamento abbinata all’incremento di peso del seno dovuto alle protesi, c’era il rischio di perdere parte dei risultati a poche settimane dall’intervento a causa della forza di gravità”, spiega i dott. Bruce Van Natta, chirurgo plastico di Indianapolis.

Ora però i medici hanno iniziato a utilizzare una rete riassorbibile (Galatea Bioresorbable Scaffolds) la cui forma rievoca quella di una mezza tazza che fornisce un supporto interno che protrae la durata del lifiting. Il dott. Van Natta è fiducioso sulla longevità dei risultati: “Ho pazienti che da oltre sei anni stanno mantenendo l’effetto di risollevamento ottenuto con l’intervento”. Ulteriore plus, queste “reti” possono essere utilizzare anche singolarmente senza essere abbinate alle protesi e sono allo studio altre loro varianti mirate, ad esempio, a rialzare i glutei.

Protesi garantite a vita

Grazie alle nuove tecnologie gli impianti mammari oggi, in particolare quelli dei produttori più qualificati, sono garantiti a vita, anche se è sempre consigliabile sottoporsi a regolari controlli per verificarne l’integrità e il posizionamento e accertarsi che non vi siano complicanze quali l’insorgere di una contrattura capsulare, ovvero del tessuto cicatriziale attorno all’impianto. Le protesi saline oggi sono garantite 20 anni, hanno tassi di complicanze più bassi a lungo termine e in caso di rottura la soluzione salina viere progressivamente riassorbita in modo sicuro dall’organismo. Nonostante questi progressi, difficilmente soppianteranno in toto le protesi al silicone. Le donne desiderano un seno naturale alla vista e al tatto e gli impianti salini non rispondono appieno a questo requisito. Perché, come puntualizza ironicamente la dott.ssa Cassileth: “Paragona un materasso “classico” di qualità, magari memory foam, a un letto ad acqua”.

Un seno naturale, anche se rifatto

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Mastoplastica additiva

La naturalezzaspiega il dott. Colabianchi – è il principale requisito richiesto dalle donne che si sottopongono all’intervento. E io concordo pienamente perché da sempre sostengo che la chirurgia plastica si deve apprezzare ma non vedere. Il chirurgo però non solo deve assicurare un risultato naturale ma deve garantirne anche la durata. Ho pazienti che si sono operate oltre 20 anni fa e a tutt’oggi non hanno dovuto sostituire le protesi che sono state utilizzate. È innegabile che oggi possano risultare datate e di vecchio tipo ma la loro qualità è rimasta inalterata e non si è verificata alcuna anomalia. Questo deve fare riflettere sulla scelta dell’impianto mammario che deve essere rigorosamente di qualità per non dare problemi nel tempo. Se protesi di oltre due decenni non hanno dato ad oggi nessun problema, pensiamo a quelle di nuova generazione, più tecniche e performanti, la loro durata è praticamente eterna”.

La tecnica

Anche la tecnica operatoria è cambiata nel tempo. Il procedimento che i chirurghi usano per inserire l’impianto, è differente rispetto a un decennio fa. Oggi ci si avvale di un dispositivo chiamato Keller Funnel (imbuto di Keller) che consente di fare un’incisione più piccola, meno dolorosa nel post-operatorie con un esito cicatriziale minore. Un tubo sterile preleva l’impianto che viene spinto, attraverso il tubo stesso, nel seno, senza che i tessuti mammari o i dotti vengano toccati, rendendo così praticamente nullo il rischio di un’eventuale contaminazione batterica.

Post Operatorio

Da ricordare che l’intervento di mastoplastica additiva nell’immediato post-operatorio è lievemente doloroso e viene controllato con una terapia farmacologica antidolorifica. Nelle successive 24-48 ore potrebbero apparire leggeri gonfiori che regrediranno progressivamente. Per circa 4 settimane sarà necessario indossare un reggiseno contenitivo. È possibile riprendere le attività quotidiane abituali dopo circa 7 giorni, mentre per quelle sportive si dovrà attendere un mese.

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