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Rinoplastica: rifarsi il naso

Il naso? Tutti sappiamo cos’è, dov’è e quali sono le sue funzioni: respirare, annusare, inviare importanti messaggi al cervello. Ma per alcune persone questo non è abbastanza. Desiderano infatti, che il loro naso possieda quel “je ne sais quoi” che lo renda differente da tutti gli altri. E per ottenere un naso “personalizzato” non esitano a ricorrere alla chirurgia plastica ed estetica. Unendosi a chi, invece, sceglie la rinoplastica per correggerne la forma, le dimensioni e le anomalie estetiche. Obiettivo: renderlo regolare, proporzionato e in armonia con l’insieme del volto.

La rinoplastica: l’intervento di chirurgia plastica più richiesto ed effettuato al mondo

Non è un caso che la rinoplastica, secondo le più recenti statistiche dell’ASAPS (American Society for Aesthetic Plastic Surgery) sia una delle procedure più popolari negli States. Con ben 41.000 interventi chirurgici eseguiti nel 2018. Un numero che comprende sia uomini e che donne. Perché la rinoplastica, così come la liposuzione, la blefaroplastica e l’addominoplastica, è un intervento che riscuote consensi da parte di entrambi i sessi.

La rinoplastica attira sia uomini che donne

Ma la similitudine maschile-femminile – sottolinea nelle sue pagine Allure, magazine beauty statunitense tra i più autorevoli – si limita esclusivamente a questo aspetto. Dalla motivazione che porta a sottoporsi alla rinoplastica, alla ricerca del chirurgo. Passando per le parole utilizzate nel discutere la procedura e la differenza dei risultati che ci si aspetta. Senza dimenticare l’effettiva differenza della struttura e della pelle tra uomini e donne. E’ innegabile che la differenza di genere giochi un ruolo di primaria importanza. Sebbene le ragioni che portano a rivolgersi alla chirurgia estetica siano molto spesso complesse, in generale è sempre presente una componente culturale e una legata agli standard di bellezza, entrambe inequivocabilmente legate al genere e quindi molto diverse.

Differenze tra uomini e donne nell’approccio alla chirurgia estetica e plastica

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Rinoplastica maschile

Un’altra grande differenza è il modo in cui uomini e donne comunicano con il chirurgo.

  • Gli uomini, nella maggioranza dei casi, chiederanno un naso maschile, distinto e di carattere.
  • Le donne potrebbero volerlo femminile e delicato.

Se “lui” poi si lamenta del naso storto, con la gobba, troppo largo o asimmetrico, è più facile che “lei” lo giudichi troppo mascolino non proporzionato al viso. Qualsiasi sia il difetto o l’inestetismo di cui ci si lamenta, è d’obbligo ricordare che è fondamentale scegliere un chirurgo esperto in rinoplastica in grado di valutare con obiettività il caso e di capire quali sono le reali richieste del paziente, suggerendo il modo migliore per ottenere il risultato desiderato.

Un esempio?

Per una donna un naso con un dorso leggermente rientrato e con la punta rivolta verso l’alto potrebbe corrispondere alla richiesta di un profilo più femminile. Mentre, per un uomo, un dorso dritto e punta proporzionata potrebbero soddisfare l’esigenza di un naso più virile.

Tecnica operatoria

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Rifarsi il naso?

Anche la tecnica operatoria può essere differente tra uomini e donne. Nel caso il chirurgo debba ridurre una gobba del dorso o la dimensione complessiva del naso, a causa dalla diversa struttura ossea, nell’uomo sarà necessaria fratturarla, mentre nella donna sarà sufficiente limarla. Inoltre, esistono delle vere differenze anatomiche determinate dal sesso. La pelle del viso dell’uomo è più spessa di quella della donna e, in generale, i nasi femminili sono più piccoli di quelli maschili, così come sono diverse tutte le componenti nasali, ovvero:

Ecco perché, lo sottolineiamo ulteriormente, è necessario scegliere un chirurgo esperto e specializzato in rinoplastica che, grazie alla sua esperienza, terrà conto di tutti questi particolari basilari per la corretta riuscita dell’intervento e per la completa soddisfazione del paziente.

L’aspetto no gender della rinopastica

In realtà però esiste un aspetto “no gender” della rinoplastica e riguarda la tecnica operatoria. Il chirurgo, durante l’esecuzione dell’intervento, praticherà sempre un’incisione (alla base del naso o all’interno della narice, a seconda che la procedura preveda un approccio “aperto” o “chiuso”) per accedere alla struttura ossea e alle cartilagini, con l’obiettivo di:

  • modellarle;
  • correggerne la linea;
  • migliorare l’angolo tra il naso e il labbro superiore.

Ed è proprio quest’angolo a determinare un effetto inaspettato e secondario della rinoplastica.

Quando si pensa a questo intervento per rifare il naso, è logico pensare che l’unica parte del volto che cambierà definitivamente sia proprio il naso. Giustissimo, dal momento che il chirurgo lavorerà esclusivamente su quest’area. Un nuovo studio pubblicato da Jama Facial Plastic Surgery ha dimostrato come, dopo l’intervento chirurgico, l’aspetto del labbro superiore potrebbe cambiare. Un obiettivo comune per la maggior parte delle procedure di rinoplastica è aumentare la proiezione della punta del naso (ovvero la distanza tra la punta e il piano del viso) cambiando di conseguenza l’angolo tra l’estremità del naso e il labbro superiore, per ottenere una linea incurvata verso l’alto.

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Quanto conta avere un bel naso?

Secondo i dati raccolti da Jama

L’incremento della proiezione della punta del naso determina un netto aumento della proiezione del labbro superiore. Durante lo studio, Eric Cerrati e Steven Dayan, chirurghi plastici di Chicago, hanno esaminato le foto del “prima e dopo” di 20 pazienti che si erano sottoposti alla rinoplastica. Di questi 20 pazienti ben 18 (ovvero il 90%) ha mostrato un incremento della proiezione del labbro superiore, in particolare quando il chirurgo si è avvalso dei due più diffusi metodi di rinoplastica:

  1. Columellar Strut (per mantenere un supporto adeguato della punta dopo l’intervento il chirurgo spesso inseriscono un innesto cartilagineo tra la crura mediale che compone la columella).
  2. Tongue-in-Groove Maneuver (una manovra che permette di modificare la proiezione e la rotazione della punta in cui la “tongue” indica la parte inferiore del setto e il “groove” si riferisce alle due cartilagini della narice interna).

Le parole dell’esperto

Jeffrey Epstein, chirurgo plastico e collaboratore di RealSelf, afferma però che, sebbene la proiezione del labbro superiore possa verificarsi dopo una rinoplastica, non è una conseguenza che accade spesso e solitamente è un aspetto indesiderato dell’intervento. “Si verifica in particolari manovre che aumentano o diminuiscono la proiezione della punta del naso provocando un accorciamento o un allungamento, del labbro superiore – spiega – In sostanza, quando la punta viene arretrata (o deproiettata) il labbro scende un po’, al contrario, quando la proiezione della punta è aumentata, il labbro risale leggermente verso l’alto e in avanti”. In alcune situazioni, questo effetto può essere addirittura richiesto dal paziente stesso che desidera valorizzare e rendere più visibile il labbro superiore. In questo caso potrà discuterne con il chirurgo che l’aiuterà a individuare la procedura più indicata.

Il consiglio del Dottor Vincenzo Colabianchi

Se state pensando di sottoporvi a una rinoplastica, la consapevolezza di questa conseguenza inaspettata non deve certo scoraggiarvi o farvi ripensare all’intervento. Deve esclusivamente farvi riflettere sul fatto che potrebbe non essere solo il naso a cambiare. Parlatene apertamente con il chirurgo che avete scelto, quale figura professionale ed esperta vi spiegherà ogni dettaglio della procedura dando una risposta qualificata e chiara a tutti i vostri interrogativi.

 

 

 

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