mastoplastica riduttiva
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Cos’è la mastoplastica riduttiva

La mastoplastica riduttiva è l’intervento di chirurgia plastica che permette di ridurre un seno eccessivamente generoso. Contestualmente, si può agire sulla forma del seno, rimodellandolo. Inoltre, con questo intervento, si possono eliminare eventuali e importanti asimmetrie tra i seni.

Perché fare una mastoplastica riduttiva?

I motivi che portano una donna a voler ridurre il proprio seno sono molteplici:

mastoplastica riduttiva
Mastoplastica riduttiva

Mastoplastica riduttiva: una vita più “leggera”

Se la mastoplastica additiva negli Stati Uniti è un intervento tra i più richiesti, saldamente ai primissimi posti della classifica ormai da parecchi anni, il suo esatto contrario, ovvero la mastoplastica riduttiva vanta un altro primato. Per i chirurghi plastici statunitensi l’intervento di mastoplastica riduttiva – che permette di modificare le dimensioni, la forma e l’aspetto (spesso candente) di un seno molto importante restituendo armonia e proporzione alla silhouette– è una delle chirurgie più gratificanti dal punto di vista professionale ed emotivo. E i pazienti sono dello stesso avviso, tanto da collocarla costantemente i vetta negli studi sul grado di soddisfazione.

Le parole dei chirurghi degli USA

Dice il dottor Sieber

È una delle procedure che vede le pazienti letteralmente entusiaste dei risultati – afferma il dott. David A. Sieber, chirurgo plastico di San Francisco – per anni sono state tenute in ostaggio dalla taglia del loro seno che le ha limitate nel praticare molte altre attività di cui possono, invece, godere liberamente le altre donne”. A differenza della maggior parte degli interventi di chirurgia estetica infatti, la mastoplastica riduttiva viene richiesta da persone che cercano un sollievo dalle conseguenze fisiche e dai disagi causati dal peso eccessivo di un décolleté abbondante. Piuttosto che da quelle che desiderano migliorare esclusivamente l’estetica della silhouette.

Dice il Dottor Galanis

Da un punto di vista sintomatico – spiega il dott. Charles J. Galanis, chirurgo plastico di Beverly Hills – le persone lamentano dolori alla schiena, alla regione cervicale e alle spalle, ma anche i segni permanenti, quasi dei solchi, lasciati dalla spalline del reggiseno che devono sopportare quotidianamente un peso significativo, nonché irritazioni e dermatiti cutanee dovute allo sfregamento di un seno divenuto cadente (cosa che avviene anche in caso di un forte dimagrimento)”.

La tecnica operatoria

In che cosa consiste la mastoplastica riduttiva? L’intervento viene eseguito dopo il completo sviluppo della ghiandola mammaria. Richiede un’attenta valutazione pre-operatoria da parte del chirurgo che dovrà essere specializzato nel rimodellamento del seno. Sarà sua premura valutare le dimensioni e la forma del seno e la qualità dei tessuti mammari. Questo per individuare la tecnica operatoria più adatta. Tenendo in considerazione anche i desideri e le aspettative del paziente in relazione alla riduzione richiesta.+

Come si esegue l’intervento

La mastoplastica riduttiva viene eseguita in anestesia generale, è indolore e richiede circa 3 ore. Durante la procedura vengono praticate delle incisioni (attorno all’areola e a forma di “T”, verticale a scendere verso il basso e orizzontale lungo il profilo del seno), per consentire la rimozione del tessuto in eccesso e ottenere la dimensione desiderata.

Dice il Dottor Siber

“Di solito le pazienti richiedono una misura tra la C e la D”.

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Intervento di mastoplastica

Le incisioni

Le incisioni vengono suturate con materiali riassorbili e non richiedono la rimozione di punti nei giorni successivi. L’esito cicatriziale è ridotto e le cicatrici residue sono perfettamente nascoste dal reggiseno.

Post Operatorio

Nel post operatorio, per le prime 24-48 ore verrà applicato un bendaggio compressivo. Verrà sostituito da un reggiseno medico contenitivo, da indossare per circa due settimane. Trascorse le quali sarà necessario avvalersi di un reggiseno sportivo per altre 2-4 settimane. Vietato poi, puntualizza il dott. Sieber “scegliere reggiseni con ferretto per almeno sei settimane perché sfregano sull’incisione irritandola e ritardandone la cicatrizzazione”. Dopo l’intervento le attività quotidiane abituali possono essere riprese già dopo 3-4 giorni, mentre per la pratica sportiva sarà necessario attendere un mese.

Mastoplastica riduttiva: ridurre ma anche modellare

Parallelamente alla riduzione delle dimensioni del seno, il chirurgo vi abbina spesso il suo risollevamento, riportandolo in una posizione naturale. Inoltre, aggiunge ancora il dott. Sieber, “Spesso nei pazienti che hanno un décolleté molto grande, i capezzoli sono rivolti verso il basso o addirittura sono sotto la piega del seno. In questo caso non solo si rimuove la pelle e il tessuto mammario in eccesso ma viene anche riposizionato il capezzolo”.

Sicurezza dell’intervento, fattori di rischio, controindicazioni

La mastoplastica riduttiva è una procedura sicura. In generale, se viene eseguita da un chirurgo specializzato ed esperto in una struttura attrezzata, non determina alcuna complicanza. Tuttavia, essendo un intervento chirurgico a tutti gli effetti, un rischio, seppur molto minimo, può sempre esserci. “Una delle complicanze più comuni, ma semplicemente risolvibile, è un sanguinamento nelle prime 12-24 ore dopo l’intervento chirurgico che potrebbe causare un ematoma”, spiega il dott. Rukmini Rednam, chirurgo plastico a Houston. “La mastoplastica riduttiva, è un intervento internamente invasivo, che cambia drasticamente il modo in cui il sangue affluisce al capezzolo. Durante la riduzione vengono coinvolti molti vasi sanguigni che, una volta suturata l’incisione, sono sottoposti ad un aumento della pressione sanguigna che può portarli a sanguinare, non solo il primo giorno ma anche fino a una settimana”.

Conseguenze rare della mastoplastica riduttiva

Una conseguenza meno frequente è la perdita di sensibilità del capezzolo. Nella grande maggioranza dei casi è temporanea. Solo in una percentuale di circa il 15% dei casi, precisa il dott. Galanis, l’effetto potrebbe essere permanente. Una delle “leggende” legate alla mastoplastica riduttiva è l’impossibilità di allattare dopo l’intervento. Falso. “La maggiore parte dei pazienti potranno allattare dopo essersi sottoposti alla mastoplastica – spiega il dott. Rednamtranne in casi estremi, quando il capezzolo è stato rimosso e ricollocato. Alle miei pazienti però, ricordo sempre che probabilmente, la quantità di latte prodotto sarà minore e serve integrare la dieta del neonato, perchè durante la procedura chirurgica si interrompono alcune connessioni dove ci sono alcuni dotti galattofori”.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento

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Ridurre il seno

In seguito all’intervento è possibile notare una leggera asimmetria, che va considerata un fattore normale (in natura i due seni non sono mai identici) piuttosto che un’eccezione. “Dico sempre alle miei pazienti che i seni sono fratelli e non gemelli anche prima dell’intervento. Sembrano molto simili ma non sono esattamente uguali. È naturale però dopo l’intervento osservarli più frequentemente e attentamente rispetto a prima e quindi notare piccole asimmetrie”.

Esito cicatriziale

Le cicatrici lasciate dalla mastoplastica riduttiva sono minime. La loro forma e dimensione dipendono dalla tecnica operatoria. Solitamente consistono in una cicatrice circolare attorno all’areola e una a forma di “T”, che si estende in verticale dal fondo del capezzolo fino al sottoseno. In orizzontale lungo il solco mammario. A determinare l’entità dell’esito cicatriziale, secondo il dott. Sieber contribuiscono tre fattori: “l’abilità del chirurgo nel suturare le incisioni; il processo di cicatrizzazione. Questo è assolutamente personale, imprevedibile e dipende dalla genetica di ciascun paziente, e dalla cura post intervento. Per questo prescrivo a tutti i miei pazienti un programma di terapie cicatriziale basato u fogli e gel di silicone per almeno un anno”.

Perché si sceglie di sottoporsi a mastoplastica riduttiva

La maggioranza delle pazienti, sottolinea il dott. Rednam, arriva a considerare l’intervento perchè ha raggiunto il limite nel sopportare i problemi dovuti a un seno importante. Consapevole dei benefici che può avere, non mostra la minima preoccupazione per cicatrici residue e o eventuali complicanze”. Tanti infatti i vantaggi conseguenti a una mastoplastica riduttiva. Il dott. Galanis poi, la considera una procedura “2-in-1” perché affronta contemporaneamente problematiche funzionali ed estetiche. Inoltre, il sollievo dai sintomi lamentati dai pazienti è quasi immediato. Così come il dolore associato all’eccesso di peso del décolleté, nonostante la lieve dolenzia del post operatorio. “E proprio per questo fattore – spiega il dott. Rednamnon è raro vedere ragazze di 16-17 anni entrare nei nostri studi accompagnate dai genitori perché le dimensioni del loro seno sono diventate un vero problema per la loro vita e desiderano ridurlo prima di aver compiuto i 18 anni”.

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