chirurgia estetica
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Chirurgia estetica e “Shelf Life”

Se dovessimo stilare un elenco delle informazioni più richieste dai pazienti che hanno deciso di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica, a contendersi la vetta del podio sarebbero due quesiti.

Le domande più comuni sulla chirurgia estetica

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Dubbi e domande

Le due domande più quotate sono:

  • la durata del processo di recupero;
  • quali risultati aspettarsi.

Accanto, un ricchissimo corollario di domande. Volte a fugare possibili timori, soddisfare curiosità e fare chiarezza su eventuali dubbi. Fanalino di coda, una considerazione che si rivela fondamentale per essere certi di scegliere la procedura ideale di chirurgia estetica. Che non solo soddisfi al meglio le esigenze ma che dimostri anche di essere il meglio per il nostro budget e il nostro stile di vita.

Ovvero:

  • quanto dureranno i risultati ottenuti, quella che gli americani definiscono, facendo un paragone con le merci deperibili “Shelf Life”, ovvero la “scadenza”.

Ma non è tutto. È altrettanto importante individuare, in base all’età, il momento più giusto per sottoporsi a una procedura piuttosto che a un’altra.

Shelf Life in chirurgia estetica

Una delle domande da porsi quando si decide di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica è:

  • “Come sarà il risultato ottenuto tra qualche anno?”

Potrà sembrare un controsenso ma decisioni che ora appaiono giuste potrebbero non essere così ottimali in futuro. Se si sceglie una procedura di medicina estetica dal risultato temporaneo, va ricordato che è bene prevedere in aggiunta al costo iniziale un budget per trattamenti di follow-up periodici, che ne mantengano i benefici.

Nel caso di una procedura chirurgica, invece?

E’ bene sapere che un secondo intervento richiede lo stesso impegno economico del primo. È preferibile, quindi, informarsi subito dopo quanti anni potrebbe essere necessario ripeterlo per non perdere il risultato. La chirurgia estetica solitamente richiede:

  • una pianificazione a lungo termine;
  • un investimento finanziario maggiore;
  • cambiamenti significativi dello stile di vita rispetto alla soluzioni non invasive.

Ma valutando attentamente tutti i fattori, scegliendo un chirurgo qualificato e con le dovute attenzioni la durata dei risultati può essere protratta molto più a lungo.

Le protesi mammarie devono essere sostituite?

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Protesi

Escludendo un ripensamento sulle dimensioni del seno che ci si è regalate con una prima mastoplastica additiva, non è necessario sostituire le protesi mammarie con il passare degli anni. Innanzitutto, è fondamentale che il chirurgo aiuti la paziente a scegliere l’impianto che più si adatta alla sua fisicità. Diffidandola dal seguire un trend, dal volere emulare un décolleté altrui (magari di una celebrities o di un personaggio noto) prendendolo quale modello. Illustrandole le conseguenze a lungo termine di una protesi troppo “generosa” (il suo peso per effetto della gravità sottoponendo la pelle a una forte tensione ne provocherà il cedimento). Detto questo, è bene sapere che le protesi attuali sono praticamente garantite a vita (con un minimo di circa 20 anni). Questo però non esime dal sottoporsi a periodici controlli per verificarne l’integrità.

Uno stile di vita sano è la chiave vincente

Ci sono alcune tipologie di interventi di chirurgia estetica che più di altre implicano dei cambiamenti permanenti nello stile di vita. Questo affinché il risultato duri nel tempo. Liposuzione e addominoplastica appartengono a questa categoria. Devono essere abbinate a una dieta sana e a una corretta attività fisica perché un nuovo aumento di peso non vanifichi l’esito della procedura. Altri esempi, l’aumento del seno tramite lipofilling e la mastoplastica riduttiva. In entrambi i casi, la dimensione del décolleté è influenzata dall’aumento o dalla perdita di peso e sarà quindi consigliabile mantenere il peso stabile per conservare nel tempo l’aspetto estetico regalato dall’intervento.

Invecchiamento bye bye?

La forza di gravità (per non parlare degli effetti dannosi delle aggressioni climatiche e ambientali e di uno stile di vita scorretto) non smette di esistere dopo un lifting. Quindi, i tessuti del viso continueranno a cedere alla sua trazione verso il basso che ne determina il rilassamento e la perdita di tono. A distanza di tempo un lifting non sarà mai “fresco” come dopo pochi mesi dall’intervento. Pur mantenendo intatte le sue prerogative di ringiovanimento. Le statistiche indicano in media che il 20% dei pazienti trascorsi sette anni dall’intervento torna dal chirurgo per una revisione o un ritocco.

Gli occhi poi, sono una delle prime aree del viso ad invecchiare e anche dopo un lifting o una blefaroplastica continueranno a farlo. Pertanto la chirurgia della palpebra superiore va ripetuta dopo 5-7 anni. Per contribuire alla longevità dei risultati è consigliato assicurare alla pelle un’idratazione ottimale, utilizzare quotidianamente anche in città una protezione solare ed evitare alcool e fumo.

Troppo giovani per la chirurgia

Per legge, in Italia, il paziente che si sottopone ad interventi che riguardano l’aumento del seno (mastoplastica additiva) deve essere maggiorenne. Il seno continua a svilupparsi fino ai 18 anni. Quindi è necessario attendere che lo sviluppo naturale sia terminato. Negli altri casi, e se le correzioni estetiche sono minori, si può intervenire anche un anno, due prima, quando l’accrescimento delle strutture ossee è completato (come nel caso della rinoplastica). Discorso a parte per l’otoplastica.

Questa procedura che permette di correggere e riposizionare le orecchie a sventola deve essere, al contrario, effettuata il prima possibile. Anche in età pre-scolare. È compito e responsabilità del chirurgo verificare la maturità del giovane paziente e la consapevolezza dell’azione che sta intraprendendo. Oltre ad avere il consenso dei genitori nel caso sia minorenne.

Troppo vecchio per la chirurgia

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Le persone anziane che decidono di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica sono in aumento.

All’origine di questo fenomeno è possibile individuare molteplici fattori. In primis, lo stigma legato alla chirurgia estetica negli ultimi anni è notevolmente diminuito, grazie anche ai risultati sempre più naturali assicurati dalle procedure. Nel caso dei pazienti “agés” non si tratta di un rifiuto a invecchiare ma piuttosto di una volontà di apparire come ci si sente. Si vive più a lungo, si è più sani e più attivi e non si ha la percezione di essere così diversi rispetto a una decina di anni prima (soprattutto a livello psicologico) e quindi il desiderio è che il fisico corrisponda a questa sensazione.

Dal punto di vista clinico

Va ricordato che, anche in chirurgia estetica, con il passere del tempo a volte ci possono essere maggiori rischi legati a un intervento. Ad esempio, è stata certificato che gli adulti di età superiore ai 75 anni potrebbero avere un rischio 1,5 volte superiore di sviluppare complicanze durante le procedure che richiedono l’anestesia generale. Soprattutto in presenza di particolari patologie. Tuttavia, l’età non è un fattore determinante. Se la salute è buona e se non ci si trova in presenza di:

  • osteoporosi;
  • diabete;
  • problemi cardio circolatori;

non vi sono impedimenti oggettivi all’intervento. Rovescio della medaglia (in positivo), ci sono procedure che, eseguite dopo una certa età offrono risultati migliori. Come il lifting. Con l’avanzare dell’età diminuisce l’elasticità dei tessuti e quindi la pelle resisterà meglio alla trazione della forza di gravità e il risultato sarà migliore e più duraturo rispetto a quello che si può avere a 40 o 50 anni.

Perché l’intervento vada (e duri) al meglio

Anche gli interventi di chirurgia estetica, al pari di tutte le procedure chirurgiche, comportano sempre una minima percentuale di rischio. È possibile però limitarla al massimo, minimizzando al tempo stesso anche la possibilità di complicazioni e velocizzando il recupero post-operatorio.

Le regole da seguire:

Innanzitutto, per sottoporsi a un intervento è necessario essere in buona salute. Consigliabile poi, smettere di fumare ed evitare gli alcoolici per un po’ di tempo prima e dopo la procedura. Fondamentale poi rivolgersi esclusivamente a chirurghi qualificati ed esperti che offrano il top standard anche in termini di adeguatezza della struttura in cui operano. Una volta scelto lo specialista, instaurare un dialogo aperto e sincero permetterà di compiere una scelta informata e consapevole. Senza nessuna forzatura. Sarà la migliore garanzia per avere aspettative realistiche e risultati ottimali. Infine, è sempre bene diffidare delle proposte “low cost”, delle offerte, delle promozioni a tempo limitato (che spesso sono sinonimo di bassa qualità) e ricordare sempre che “se è troppo bello per essere vero”, spesso lo è.

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