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Dal Tummy Tuck al Mommy makeover

Quante volte ci si sente dire “dopo la gravidanza il tuo corpo non sarà mai più quello di prima?” Ma è vero? Bisogna rassegnarsi? Scegliere tra la propria bellezza e la gioia della maternità? No. Il modo per essere delle neo-mamme belle e in forma esiste. Dieta sana, qualche accorgimento, un po’ di attività e al limite un aiutino da parte del chirurgo. Mai sentito parlare di tecniche come Tummy Tuck o Mommy Makeover?

Mamma e in forma!

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Donna Incinta

Una dieta sana ed equilibrata e una regolare attività fisica, si sa, sono indispensabili per mantenersi in buona salute e per sfoggiare un corpo tonico e armonioso. A volte però non bastano. Nonostante un lifestyle corretto capita che attorno alla vita e sui fianchi rimangano:

E non è cosa rara anche che…

Dopo un dimagrimento importante e repentino o dopo una gravidanza, ci si ritrovi non solo con dell’adipe in eccesso, ma anche con:

  • pelle e tessuti rilassati;
  • smagliature;
  • diastasi addominale, ovvero la separazione dei due retti dell’addome. Che non solo incide sull’aspetto estetico ma può causare molteplici disturbi e patologie anche permanenti.
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Mamma in Forma

In aiuto

In entrambi i casi arrivano la medicina e chirurgia estetica che, grazie a procedure sempre più performanti e mirate, affrontano, risolvendoli, i principali e più diffusi inestetismi della silhouette.

Se il problema è eliminare esclusivamente il grasso localizzato

Le possibilità sono molteplici invasive (vedi la liposuzione) o non invasive. Se, invece, adipe e rilassamento cutaneo coesistono, la soluzione è una ed è chirurgica: ricorrere al Tummy Tuck. Cioè all’addominoplastica. Un intervento che permette di rimodellare l’addome e di risolvere definitivamente la distasi addominale. Parte integrante anche del Mommy Makover.

Cos’è il Mommy Makeover e perché abbinarla al Tummy Tuck?

Si definisce così l’associazione di differenti procedure che affrontano le conseguenze della maternità. Mirate a restituire al corpo le proporzioni e l’armonia del periodo precedente alla gravidanza. Da non dimenticare, inoltre, che esistono diversi tipi di addominoplastica. Da scegliere in base all’entità del difetto da correggere. Si rivela quindi un intervento che richiede un’attenta personalizzazione. Solo rivolgendosi a un chirurgo esperto in body contouring, il rimodellamento del corpo, si avrà la certezza di essere consigliati al meglio e di ottenere un risultato ottimale.

Tummy Tuck

Se un dimagrimento importante o una gravidanza hanno lasciato il segno, l’intervento d’elezione è il Tummy Tuck: l’addominoplastica. Permette infatti, di migliorare l’aspetto e i profili del corpo e di rimodellare l’addome, rimuovendo l’eccesso di cute e di adipe, contrastando la lassità della muscolatura della parete addominale restituendole tono e definizione.

Inoltre

Offre la possibilità di correggere, quando necessario, la diastasi addominale. Ovvero l’allontanamento dei due muscoli retti dell’addome, un problema che coinvolge moltissime donne dopo la gravidanza, di cui si parla ancora poco. Per questo, desideriamo spiegare in dettaglio di cosa si tratta.

  1. Durante i nove mesi di gestazione, l’utero in continuo accrescimento, la pressione interna esercitata dal feto e il nuovo assetto ormonale che favorisce l’assottigliamento dei tessuti connettivi (con la creazione della “linea alba”, visibile alla fine della gravidanza) sottopongono il muscolo retto dell’addome a un forte stiramento, aumentando significativamente la distanza tra le sue due parti.
  2. La separazione dopo la nascita del bambino regredisce naturalmente. Di norma in un periodo che varia dalle prime 8/12 settimane dal parto fino a sei mesi.

Se però l’aspetto rilassato e prominente dell’addome non migliora progressivamente

E il “buco” ha una dimensione che supera i 2,5 cm, diventa necessario intervenire chirurgicamente ricorrendo all’addominoplastica. Che, ricostruendo la parete addominale ed eliminando la distanza che si è creata tra i due muscoli retti, affronterà e risolverà immediatamente sia l’aspetto estetico che le molteplici patologie dovute alla perdita della funzione contenitiva della muscolatura addominale.

Che sono:

  • pancia dall’aspetto prominente e gonfio;
  • difficoltà digestive e respiratorie;
  • senso di pesantezza al pavimento pelvico e incontinenza;
  • alterazioni della biomeccanica del bacino con sovraccarico (e conseguenti dolori);
  • possibili dolori ad anche, bacino e schiena;
  • ernie, soprattutto ombelicali.

D’obbligo inoltre ricordare che l’addominoplastica, sebbene permetta di eliminare l’adipe in accesso, non deve essere considerata una “scorciatoia” della dieta.

Anzi!

I pazienti in sovrappeso dovranno modificare il proprio stile di vita. Seguire un regime alimentare e praticare una regolare attività fisica. Per raggiungere il peso ideale prima di sottoporsi all’intervento.

Quanto alla tecnica operatoria

Il Tummy Tuck, viene eseguito in anestesia generale e ha una durata di circa due, tre ore. Durante l’intervento viene eseguita un’incisone piuttosto ampia (a volte anche da un’anca all’altra) al di sopra della linea pubica. Successivamente, si elimina il tessuto adiposo in eccesso. Si tende la pelle verso il basso rimuovendo quella in eccedenza e si rafforza la muscolatura addominale rilassata. Nel post-operatorio si avvertirà un lieve dolore. Non ci saranno punti di sutura da rimuovere e per circa 4 settimane sarà necessario indossare una guaina contenitiva. Sarà possibile riprendere le attività quotidiane abituali dopo circa 7 giorni, mentre per quelle sportive si dovrà attendere un mese.

Extended Tummy Tuck

È la versione “estesa” dell’addominoplastica tradizionale e permette di migliorare significativamente anche i profili della parte posteriore del corpo.

Ovvero:

  • dorso;
  • fianchi;
  • zona lombare;
  • parte alta dei glutei;

rivelandosi l’ideale per eliminare delle maniglie dell’amore molto evidenti e le pieghe profonde sulla schiena. Dovute agli accumuli adiposi.

Dice l’esperto…

Il dott. Renato Saltz, chirurgo plastico di Salt Lake City, spiega che “Inizio sempre l’intervento di addominoplastica con una liposuzione della parte posteriore. Nell’area lombare e sui fianchi. Solo successivamente passo all’addome”. È una procedura che affronta gli inestetismi a 360°. Permettendo un rimodellamento dell’intero torso. In questo caso l’incisione, per permettere di eliminare la pelle in eccesso anche nel “back”. Prosegue dalla parte anteriore a quella posteriore. Espandendosi dalla zona pubica oltre le anche e lungo la parte bassa della schiena subito sopra i glutei.

Lateral Tummy Tuck

Il Lateral Tummy Tuck, addominoplastica a tensione laterale, è una variante della procedura tradizionale. Indicata per chi presenta una pelle rilassata e flaccida nella zona dello stomaco e nella parte alta delle cosce. L’intervento infatti, sposta la maggiore tensione dalla parte centrale dei muscoli addominali a quella laterale, trattando l’intera area dell’addome.

Come si esegue

L’incisione sarà del tutto simile a quella necessaria per l’addominoplastica e permetterà di rimuovere anche l’eccesso di pelle sulle cosce. Eliminando gli inestetismi dovuti al rilassamento cutaneo. “Il Lateral Tummy Tuck – spiega il dott. German Newall, chirurgo plastico di Houtston – permette di definire i muscoli addominali della linea mediana. Quella che viene chiamata linea alba. Dando all’addome un aspetto più atletico e scolpito. La maggiore parte delle addominoplastiche tradizionali, ritende i muscoli secondo una linea verticale. Questa procedura prevede anche una trazione laterale, coinvolgendo così una zona più ampia. In pratica, permette di stringere il punto vita quasi come un corsetto”.

Mini Tummy Tuck

Chiamata anche Limited Abdominoplasty, ovvero addominoplastica limitata, la mini addominoplastica. è una procedura indicata quando l’inestetismo da correggere è di entità minore rispetto a quello affrontato dall’addominoplastica tradizionale. Ovvero quando l’adipe in eccesso e il rilassamento cutaneo sono localizzati nella zona compresa tra l’ombelico e l’osso pubico. In questo caso, l’incisione è di dimensioni minori. La procedura meno invasiva e i tempi di recupero più brevi. Va però puntualizzato che, essendo limitata alla parte bassa dell’addome, non migliorerà la tonicità della pelle sopra l’ombelico e, se presenti, non rimuoverà le smagliature in quella zona.

Umbelical Float Tummy Tuck

È una versione modificata della mini addominoplastica. Permette di ritendere la pelle anche nell’area immediatamente sopra l’ombelico. Questa procedura stacca l’ombelico dalla parete addominale spostandolo verso il basso. Permette di rimodellare l’addome e stringere i muscoli addominali. È indicata quando è presente una lieve lassità cutanea sull’addome inferiore, che può estendersi fino a 1-2 cm sopra l’ombelico. Inoltre, è consigliabile a pazienti il cui ombelico deve essere spostato solo di 3-4 cm.

Mommy Makeover

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Mamma

Con la gravidanza tutto cambia. E non solo per l’arrivo di un bebè. Dopo il parto, spesso il corpo non è più lo stesso, e difficilmente tornerà come prima. La gravidanza infatti, è un periodo caratterizzato da grandi squilibri ormonali i cui effetti si possono lasciare il segno anche sulla silhouette.

L’addome subisce una trazione e un rilassamento

Che spesso si manifestano con:

  • eccesso cutaneo;
  • accumuli adiposi;
  • muscolatura e tessuti rilassati;
  • il seno che da generoso e pieno, dopo l’allattamento, può perdere tonicità, apparire svuotato e cascante, quasi invecchiato precocemente;
  • i fianchi e le cosce si possono coprire di cellulite e cuscinetti localizzati.

Il Mommy Makeover

Chiamato anche Mommy Job, affronta tutti i cambiamenti dovuti alla maternità. Abbinando più procedure che, solitamente, vengono eseguite in contemporanea nel corso dello stesso intervento.

Ad esempio:

  • tummy tuck;
  • mastoplastica o mastopessi;
  • liposuzione.

Nata negli Stati Uniti, dove da anni le neo- mamme hanno a disposizione pacchetti “all inclusive”, questa tendenza sta prendendo sempre più piede anche in Italia.

Nel caso si decida di sottoporsi al Mommy Makeover o al Tummy Tack

C’è da sapere che è necessario aspettare almeno sei mesi dopo il parto . Serve anche che l’allattamento sia stato interrotto, così da permettere al chirurgo una valutazione esatta una volta che il peso si è stabilizzato e il corpo si è adattato alla nuova realtà. “Idealmente – spiega il dott. Robert Singer, chirurgo plastico di La Jolla – il paziente dovrebbe avere un BMI (Body Mass Index, indice di massa corporea) inferiore a 30. E un peso che no superi i 10 kg da quello ideale. Per ottenere un risultato estetico ottimale ed evitare il rischio di complicanze”. Inoltre, sarà necessario posticipare l’intervento nel caso si stia ipotizzando una nuova gravidanza. Non perché non sia possibile o sia pericoloso, ma semplicemente perché una nuova maternità vanificherebbe il risultato della procedura.

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