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Le aderenze intestinali: un problema molto comune

Tipico delle donne ma, anche se in percentuale minore, può interessare anche gli uomini. Le aderenze intestinali non sono una patologia grave. Nel senso che non devono far temere per la propria vita. Tuttavia, nel tempo, possono comprometterne fastidiosamente la qualità. Portando diversi problemi, quanto funzionali quanto estetici. Esiste un rimedio per eliminare definitivamente il problema? Sì, è la chirurgia. Che può anche essere abbinata a quella estetica, regalandosi così un addome non solo perfettamente funzionante. Ma anche perfetto dal punto di vista estetico.

Aderenze
Aderenza Intestinale

Cosa sono le aderenze

Quando si parlare di aderenze ci si riferisce a quelle intestinali. L’intestino è un organo molto lungo. Circa 7/9 metri tra tenue e crasso. E’ un organo tubolare, arrotolato su se stesso, composto da pareti elastiche ma, al contempo, spesse e resistenti. In alcuni casi, per cause che vedremo dopo, possono formarsi lungo di esso alcune aderenze. Ossia piccoli tratti in cui le pareti si uniscono tra loro o si attaccano agli organi circostanti. Questo può compromettere il regolare transito intestinale. Rallentarlo o renderlo difficoltoso. Con tutti i fastidi del caso.

Cause delle aderenze intestinali

Come mai si formano queste aderenze, più o meno importanti?

  • Cause idiopatiche. Ossia senza alcuna patologia dietro, senza motivazione specifica. Semplicemente, può succedere che un tratto di tessuto intestinali si attacchi a un altro organo.
  • Patologie intestinali di svariata natura, soprattutto a carico dell’intestino. Stipsi ostinata, transito irregolare, infezioni o infiammazioni che distruggono la flora batterica e cambiano la composizione tissutale delle pareti intestinali.
  • Traumi a livello dell’addome.
  • Interventi chirurgici addominali. Laddove si forma tessuto cicatriziale in eccesso, che va a ostruire una piccola porzione dell’intestino.
  • Gravidanza e parto. Durante la gestazione, il peso del feto sposta il pacchetto intestinale e lo comprime per diverse settimane. Questo può provocare le aderenze.
  • Età avanzata, a causa del fisiologico rallentamento funzionale e metabolico.

Sintomi delle aderenze intestinali

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Dolori Addominali

Spesso, una o più piccole aderenze non provocano nessuna sintomatologia. A volte i pazienti si accorgono di averne durante un’ecografia o una radiografia addominale richiesta per altri motivi. Altre volte, invece, questo problema può farsi sentire con disagi più o meno gravi.

Ad esempio:

  • mutazioni delle abitudini dell’alvo. Stitichezza ostinata e prolungata, oppure alternanza di stipsi e diarrea, cambiamento dell’aspetto delle feci, della quantità e della loro qualità;
  • ventre gonfio;
  • meteorismo;
  • difficoltà digestive;
  • adipe (che poi invece è gonfiore da feci e acqua ritenuta) ostinato a livello addominale, che non reagisce a diete né ad esercizio;
  • dolori addominali;
  • coliche acute o colite cronica;
  • sintomatologia simile a quella del colon irritabile.

Come si fa la diagnosi?

Diagnosticare le aderenze intestinali non è sempre semplice. I sintomi sono spesso sfumati, quando presenti. E spesso compatibili con patologie di più facile diagnosi come la colite, le intolleranze alimentari, il colon irritabile o la stipsi. Si può scoprire l’aderenza solo grazie alla diagnostica per immagini. Ecografia, radiografia o tac addominale.

In generale è bene richiedere al proprio medico di base di farsi prescrivere uno di questi test se:

  • si inizia a soffrire di stitichezza improvvisa, nonostante una dieta ricca di fibre e acqua e una buona dose di movimento quotidiano;
  • i gonfiori e i dolori addominali non passano entro qualche giorno;
  • si accusa dolore e sensazione di “intestino pieno” in un punto o più punti specifici e ben identificabili;
  • spesso si hanno coliche gassose, tipiche e normali nei neonati, ma sempre spia d’allarme negli adulti.

Chi può soffrire di aderenze intestinali?

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Aderenza Intestinale Gravidica

In realtà tutti, dai neonati agli anziani. In generale sono tipiche di:

  • soggetti tendenzialmente stitici;
  • donne giovani, soprattutto se prendono farmaci a base di estrogeni;
  • neo-mamme o donne in tarda gravidanza;
  • persone anziane;
  • sedentari, obesi, pazienti allettati o con scarsa possibilità di deambulazione e movimento.

Come si curano le aderenze?

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Chirurgia Addominale

Se l’aderenza, o le aderenze, sono lievi e consentono comunque una buona motilità intestinale, in genere non vengono curate. Tuttavia si consiglia di:

  • arricchire la propria dieta con fonti di fibre;
  • idratarsi di più, bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno;
  • intensificare le proprie sessioni di movimento quotidiano, anche con semplici passeggiate, scale fatte a piedi, giri in bici.

Nei casi più gravi, o laddove le aderenze inficino la qualità della vita o provochino veri e propri blocchi intestinali o promuovano la continua formazione di fecalomi, si interviene con la chirurgia.

L’intervento per eliminare le aderenze intestinali può migliorare anche l’estetica dell’addome?

Senza dubbio sì. Ripristinando la corretta salute intestinale si otterrà sicuramente un addome più piatto, sgonfio e snello. Perché non si andranno più ad accumulare, a livello della pancia, gas e residui fecali. Inoltre, se si sceglie di farsi operare da un chirurgo che si occupa anche di chirurgia estetica, è possibile abbinare all’operazione funzionale anche l’addominoplastica. Che consisterà, in questo caso, nell’eliminazione dell’adipe in eccesso (dopo aver liberato l’intestino dall’aderenza) e dell’eventuale pelle in eccesso.

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Addome Sano e Bello

L’intervento

In anestesia totale, in genere con almeno un giorno e una notte di ricovero. E’ possibile che, dopo l’operazione, si debba tenere un drenaggio per alcune ore.

Il post intervento

In genere, 24-48 ore di ricovero sono sufficienti. A quel punto il paziente può essere dimesso, previa prescrizione di una terapia antidolorifica da assumere per qualche giorno. Nel giro di una settimana potrà tornare, gradualmente, alle sue attività abituali. Dopo 30-40 giorni, se tutto procede per il meglio, potrà riprendere pian piano anche l’attività fisica. In questo periodo è preferibile portare una guaina elastica.  Servirà a sorreggere l’addome, diminuire la dolorabilità, compattare i tessuti in maniera ottimale.

Le aderenze possono essere operate in regime di SSN?

Sì. Se il medico stabilisce che le aderenze siano patologiche e vadano trattate chirurgicamente ci si può operare presso gli ospedali pubblici. In questo caso, però, non è possibile abbinarvi l’addominoplastica.

Le aderenze possono essere operate in laparoscopia?

La laparoscopia è una tecnica chirurgica che prevede l’utilizzo di appositi bisturi-sonda, che praticano solo dei fori sull’addome. Questo permette un migliore e più veloce recupero e delle cicatrici minuscole e poco visibili. In alcuni casi è possibile operare l’intestino con questa tecnica. In altri, invece, è preferibile la chirurgia addominale classica. La scelta la fa il chirurgo, in base alla situazione soggettiva del paziente.

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